I migliori marketplace per freelance italiani

Ecco le migliori piattaforme di crowdsourcing o outsourcing o marketplace presenti sul web: hai bisogno di un logo, una grafica, un sito per la tua azienda o start-up? Sei nel posto giusto: trova il professionista che fa per te, oppure iscriviti e trova nuovi clienti, ecc... ecc...

Già tempo fa, ben prima dei cloni italiani di elance, freelancer e compagnia bella, mi aveva certamente incuriosito e allettato l'idea di cercare clienti attraverso una piattaforma del genere, ma preso da impegni più stringenti, non avevo mai preso parte attiva iscrivendomi ad uno di questi siti. Inoltre vi era la difficoltà di inquadrare la situazione fiscale con un mercato potenzialmente internazionale.

Poi ecco arrivare anche i "cloni" italiani. Di per sé il funzionamento è semplice: descrivi il progetto, fissi un budget, valuti la migliore offerta.

Capita ogni tanto di cercare lavoro tramite il web, fin qui, direte, niente di strano oggigiorno. E in momenti di crisi, un annuncio da parte di un sito che ricerca designer per soddisfare la crescente richiesta di progetti presentati sulla loro piattaforma, desta almeno un po' di curiosità. Tra l'altro questi annunci sembrano moltiplicarsi, e vengono pubblicati direttamente dallo staff di questi marketplace.

Così la mia curiosità è stata tanta e tale che mi ci sono persino iscritto, leggendo per bene le legittime e oneste condizioni d'uso di uno dei tanti siti web, in questo caso proprio di Torino. Il funzionamento di questo genere di siti non è tanto diverso da quello dei siti di incontri sentimentali che ogni tanto arrivavano con catene di sant'antonio e mail di spam e che ovviamente non potevo risparmiarmi dall'approfondire, per dovere professionale e sociologico.

Vi dò il tempo per le battutine.

Seriamente, non provate a farlo a casa. Non iscrivetevi a siti la cui richiesta vi è sconosciuta, o almeno prendete le giuste precauzioni se sapete cosa state facendo. Tanto non troverete l'anima gemella (o il lavoro della vita) in questo modo: cercano solo di spillarvi dei soldi, o di aumentare la loro visibilità per trarne profitto, che non è poi tanto diverso.

Fin qui basta il buonsenso. Ora guardiamo attentamente.

Nei siti ritenuti generalmente poco affidabili si viene inizialmente invogliati a iscriversi e subito conquistati dalle tante possibilità offerte. Ben presto però si scopre che il tutto è organizzato per livelli, e tu naturalmente parti da quello più basso. Per conquistare popolarità dovrai acquistare (letteralmente) dei gadget virtuali che ti consentono di aumentare la tua visibilità, e ti concedono funzioni via via più avanzate sul sito. Niente di illegale né per i siti di incontri, e tantomeno per i marketplace: è così che guadagnano. Del resto per metterli in piedi c'è stato anche un discreto investimento iniziale. A differenza dei siti di incontri però, gli altri avranno avuto probabilmente accesso a finanziamenti speciali (incubatori d'impresa, bandi, ecc...). Nel caso dei marketplace i livelli si conquistano attraverso "punti esperienza" e lo stesso credito accumulato con i propri lavori. Più tutta un'altra serie di cose: badge, feedback ecc... La cosa più curiosa è che i feedback dei clienti sono la cosa che ha un valore molto modesto in rapporto alla tua reputazione.

Una volta attivato il tuo account la navigazione sul sito viene in qualche modo costretta a seguire un percorso prestabilito, e prima di essere veramente attivo dovrai consegnare un'infinità di dati personali e in alcuni casi (come in quello sperimentato) sarai costretto a collegare almeno un paio di account fra i social network a cui sei iscritto. Niente da eccepire sulle informazioni personali date ai marketplace: come potresti altrimenti emettere fattura?

Ok, siamo pronti. Candidiamoci per un progetto, seduciamo il nostro lui/lei con la speranza di trovare una persona sincera con cui stabilire una relazione duratura. Guardiamo i profili e i messaggi delle potenziali anime gemelle. E chi non vorrebbe una persona sincera, disponibile, dai modi gentili e intrepido amante, una donna affascinante, comprensiva con cui confidarsi? E sicuramente ce ne saranno "lì fuori". Parimenti avremo progetti ambiziosi, promettenti successi (di cui ci importa poco, mediamente, l'importante è che il lavoro sia fatto), brillanti start-up (a proposito, ho scoperto che esiste la professione di startupper, che meriterebbe un post a parte) o consolidate realtà.

Tutte le proposte, sono ovviamente al ribasso. Sì, perché facendo bene i conti le migliori proposte viaggiano sui 10€ lordi l'ora, e il concetto sottostante è: tanto qualcuno disposto a farlo lo trovi.
Il clinte nella maggior parte dei casi (ed è normale che sia così) non conosce appieno la materia, ed è anche per questo motivo che cerca un professionista.

La maggior parte dei freelancer sono giovani, almeno diplomati o laureati, studenti o pseudo-lavoratori come me. Perciò 10 > 0. Sebbene anche io abbia accettato lavori a questa cifra o anche meno, anzi, proprio per questo posso assicurarvi che in questo modo non c'è guadagno né copertura del rischio d'impresa. E probabilmente manca anche quel senso di responsabilità di cui ci si sente gravati quando invece si chiede una prestazione almeno dignitosa.

La situazione si aggrava poi se si viene presi dalla curiosità di sapere cosa fanno gli altri, e soprattutto, i più bravi. Il sito a cui mi sono iscritto infatti ha anche una classifica che compara il tuo livello con quello degli altri freelance. Nel profilo sono conteggiati i progetti a cui il freelance ha partecipato, le proposte totali presentate (al cliente infatti possono essere avanzate fino a 5 proposte ciascuno, ma il numero può salire se il cliente "sblocca" il limite), i contest o i lavori vinti.

È proprio qui che la cosa si fa inquietante. I giovani professionisti più in vista hanno partecipato a centinaia di progetti (i primi più di 300/350) e hanno elaborato migliaia di proposte (persino più di 5.000) per vedersi assegnare 10/20 progetti in tutto. Dico, ma stiamo scherzando? Per elaborare una proposta per un nameing possono anche bastare un paio d'ore di brainstorming e concept, o anche mezza giornata o una giornata intera. È persino divertente. Devi essere bravo, perché competi con centinaia o migliaia di altre offerte, ma tutto sommato puoi metterti in gioco. E per un sito web, un logo, una grafica, ecc? Quanto lavoro gratuito e non utilizzato avrete svolto a conti fatti?

Certo, anche questo lo si tiene in conto nell'attività tradizionale: quante proposte studiate per intere giornate sono andate a farsi benedire! Ma qui si parla di centinaia se non di migliaia accumulate in poche settimane, e non è proprio la stessa cosa. Bene o male un cliente esigente può anche farti fare passi indietro, elaborare quattro o cinque proposte, ma vi saprà indicare anche cosa non andava nelle proposte precedenti e quindi giungere a un'offerta soddisfacente per entrambe le parti.

Veniamo a un caso specifico. Un cliente, legittimamente, può non sapere che nella realizzazione della sua idea deve essere guidato. L'idea può anche essere brillante, ma se non tiene conto né della fattibilità tecnica, né dei precedenti analoghi o casi simili, né dell'esperienza utente, allora saranno semplicemente soldi buttati via. Sul web ci sono già migliaia di idee brillanti, che hanno dovuto competere con centinaia di migliaia di altre idee brillanti.

Partire dunque con un brief lacunoso, vago, affidandosi totalmente alle capacità del "tecnico" di turno, non è il miglior modo per iniziare. Richiedere la luna con un budget da impresa familiare (tanto qualcuno ve lo fa) può anche far sorridere. La gelosia di non rivelare gli obiettivi del progetto può ritorcersi contro, perché se non vi fidate abbastanza di chi avrà l'account principale per gestire il vostro sito, è meglio mettersi a studiare e farlo in proprio, perché le domande e le obiezioni non sono fatte per esaminare e curiosare, ma per portare avanti un lavoro che funzioni e che funzioni bene.

Update: il contest si è chiuso. La mia proposta non è stata letta, anche se il cliente sembra che abbia prestato molta attenzione a questo aspetto. Sarà forse perché non ho acquistato il gadget "visibilità", che guardacaso mi avvisava che "con questo badge il cliente non potrà dire non l'ho visto"?

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