Letteratura e industria II

Abstract:

Nel precedente lavoro avevo cercato di mettere in luce alcuni aspetti, prima di tutto storici, che emergevano da Memoriale di Paolo Volponi, immaginando un parallelo tra la realtà storico-sociale dell’Italia del secondo Dopoguerra e la vicenda umana di Albino Saluggia. L’analisi era proseguita, passando attraverso un approccio sociologico, alla individuazione di temi legati al contesto del lavoro e della realtà umana del personaggio. Il romanzo mi sembrava identificare una condizione piuttosto diffusa all’interno della società italiana (neo-industriale) e in particolare della classe operaia. Ho interpretato Memoriale come una sorta di metafora della vita sociale di una parte del nostro paese. A me sembra che il contesto storico che avevo delineato – spinta industriale, spopolamento delle campagne, inurbamento delle masse, fenomeni migratori massicci – possa ancora valere per questo secondo lavoro sulla “Letteratura industriale” e pertanto non mi soffermerò ulteriormente su questo punto e cercherò di entrare di più nel merito del dibattito inaugurato da Vittorini su Industria e Letteratura. 

Non è semplice riassumere e descrivere tutte le pieghe che ha preso questo dibattito dentro e fuori le pagine di Menabò, la rivista letteraria fondata da Vittorini e Calvino. Eppure tutti i temi fondamentali a cui diversi intellettuali hanno tentato di dare risposta si possono rintracciare nel breve scritto introduttivo Industria e Letteratura. I termini della questione, per come viene posta da Vittorini riguardano: la letteratura come indagine nella vita del nostro paese (Storia); la “seconda Rivoluzione industriale” vista non solo come perfezionamento di un sistema economico-produttivo ma come riproduzione e mutamento di una intera struttura sociale; l’ideologia come arma controversa, e non più sufficiente da sola, che lo scrittore possiede per forzare le catene della società industriale; il potere o meglio la distribuzione del potere tra Capitale e Lavoro che va bilanciato in una modo più democratico; tutta quella «catena di effetti che il mondo delle fabbriche mette in moto». E mancano ancora da considerare la condizione umana (Natura) e la questione della lingua, quest’ultima complicata dalle conseguenze indirette dell’industrializzazione nel particolarissimo contesto italiano. 

Per affrontare questa vastità di temi si ricercano strumenti all’interno, ma soprattutto all’esterno della cultura letteraria. Le scienze sociali sono la prima fonte di riflessione: l’economia critica, la sociologia, l’antropologia culturale, la linguistica strutturale, la semiotica. Sono le materie a cui i letterati fanno ricorso per cercare di capire meglio i termini della questione, consapevoli di “sconfinare” dal proprio campo per rispondere ai “problemi nuovi” della condizione umana.

Specifiche: 
Riflessione sui temi del rapporto tra industria e società all'interno del dibattito letterario della metà del Novecento, e in particolare nei romanzi "industriali" di Otttiero Ottieri
Anno: 
2010

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